Rusty Skies

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“I want to feel both the beauty and the pain of the age we are living in. I want to survive my life without becoming numb. I want to speak and comprehend words of wounding without having these words become the landscape where I dwell. I want to possess a light touch that can elevate darkness to the realm of stars.” Terry Tempest Williams

Sul suo piccolo asteroide, al Piccolo Principe bastava spostare la sua sedia per godersi cento tramonti al giorno. Vagando per Parigi dall’alba al tramonto, si possono cogliere cento sfumature… di arancia meccanica (I’m bad, bad, bad!).

Ultimamente mi torna spesso in mente il bel poema-patoum di Baudelaire, Harmonie du soir : la sua musicalità e le immagini evocate rispecchiano splendidamente la misteriosa malinconia del calar del sole, simile alla passione di Cristo. Morire e poi risorgere. Le soleil s’est noyé dans son sang qui se fige…

Voici venir les temps où vibrant sur sa tige
Chaque fleur s’évapore ainsi qu’un encensoir;
Les sons et les parfums tournent dans l’air du soir;
Valse mélancolique et langoureux vertige!

Chaque fleur s’évapore ainsi qu’un encensoir;
Le violon frémit comme un coeur qu’on afflige;
Valse mélancolique et langoureux vertige!
Le ciel est triste et beau comme un grand reposoir.

Le violon frémit comme un coeur qu’on afflige,
Un coeur tendre, qui hait le néant vaste et noir!
Le ciel est triste et beau comme un grand reposoir;
Le soleil s’est noyé dans son sang qui se fige.

Un coeur tendre, qui hait le néant vaste et noir,
Du passé lumineux recueille tout vestige!
Le soleil s’est noyé dans son sang qui se fige…
Ton souvenir en moi luit comme un ostensoir!

Les Fleurs du mal – Spleen et Idéal – Charles Baudelaire

Questo giallo (o porno-thriller) sarebbe piaciuto molto a Baudelaire

Questo particolare giallo (o porno-thriller) sarebbe piaciuto molto a Baudelaire

La mia macchinetta fotografica con telecamera incorporata somiglia ad un phon da viaggio (o al prototipo preistorico del cacciavite supersonico del dottor Who : due militari cinesi mi hanno fermata pensando che fossi una spia), ma tiene comodamente in tasca, ha resistito a uno scivolone giù da un burrone in Corea (è una lunga storia, credevo che non sarei mai tornata dal periplo mitologico – a dire il vero ci sono state varie volte in cui ho creduto che non sarei mai tornata viva, ma in fondo ero partita con l’idea di non tornare, come in tutti i miei viaggi), è waterproof (sono passata sotto una cascata in Nuova Zelanda e ho guadato un torrente in Australia) e può catturare delle meravigliose fotografie crepuscolari ad alta risoluzione, senza che io debba in seguito ricorrere a Gimp o Photoshop. Si tratta di una Panasonic HX-WA10.

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Nel prossimo post, parlerò di Simone de Beauvoir e Sartre, ossia della nascita del mito dello scrittore squattrinato, avventuroso e de mauvaise foi esistenzialista, perennemente seduto in un café parisien a scribacchiare e chiacchierare con altri scrittori/artisti/bouleversantes. Nel frattempo, ecco un brano che mi ha colpito molto (il perché verrà spiegato al prossimo episodio) :

“I myself would become an imaginary character : I’d have its necessity, its beauty, its gleaming transparence ; it was that transfiguration that I longed to become. I was charmed, and still is, by the shimmering reflections dancing on windows and waves ; I used to follow them for hours, curious and delighted : I dreamt of being split in two, so to become a shadow who would pierce the hearts and haunt them.”

Simone de Beauvoir, La Force de l’Âge

È vero che ogni scrittore, in fondo è un gran narcisista?

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4 responses to “Rusty Skies

  • ma.

    credo di sì.
    uno per scrivere e farlo bene deve rinunciare a un sacco di cose; a volte la rinuncia è consapevole, altre volte meno. quando la rinuncia non è consapevole, ma è solo stronzaggine innata (rido), lo scrittore è anche un narcisista puro.
    magari è un fatto che vale anche per altri; che ne so, un regista, un pittore, un allenatore di calcio. si tratta quasi di monomaniaci che non pensano ad altro, che grazie a questo producono cose rutilanti (era una vita che sognavo di usare questa parola – rido) e spesso fanno soffrire chi sta loro accanto – a meno di un magico equilibrio. a volte più spudoratamente narcisisti, a volte sommessamente e dissimulatori. in fondo ci sono tante forme di narcisismo.
    oddio, forse a volte pensano anche a far breccia nelle mutande altrui. ma è ok, ci sta che rientri sotto la medesima voce, come una glossa.

  • ma.

    mai partito.

    può darsi si possa dire; la verità però è che non lo so.
    oggi mi sono trovato a scrivere una mail riguardo il teatro. che mi piace ma col quale non mi rapporto bene. d’altra parte non mi rapporto bene con un sacco di cose, ma quando sento dire Il teatro è vita mi scattano proprio gli istinti pantoclastici e divento Hulk: più lesto, più magro, meno disinvolto, ma soprattutto meno credibile. e ho detto tutto.

    • kodamae

      😀 Hulk “pantoclastico”, perfetto! Mmh, purtroppo anch’io ho un rapporto conflittuale con il teatro, sopratutto quello contemporaneo, che mi sfugge quasi totalmente. L’ultima volta che sono andata a teattro, ho visto l’Oresteia di Eschilo reinterpretata da Olivier Py all’Odéon di Parigi : se Agamennone era vestito da soldato della Grande Guerra, mentre il corifeo portava bombetta e ombrello inglese, gli altri attori erano completamente nudi. Tutto finì in una lotta di corpi impazziti nella melma nera del destino.

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