In Bloom : Playing My Bohème

Crépuscule à St-Placide, Paris

Crépuscule à St-Placide, Paris

Ultimamente mi piace molto girovagare dalle parti di Grands Boulevards, popolata da piccoli teatri sgangherati (le Théâtre du Nord-Ouest, dove è possibile chiacchierare con gli attori al bar dopo lo spettacolo), bistrots scadenti, cafés rétro, bettole polverose e splendide gallerie d’inizio ventesimo secolo, piene di libri antichi, negozietti di filatelia, giocattolerie d’altri tempi e chocolaterie gasconde. La Galerie des Panoramas et il Passage Jouffroy sono diventati i miei rifugi preferiti.

Galerie des Panoramas, Paris

Galerie des Panoramas, Paris

Forse perché ospitano un vecchio ristorante tutto in legno stile liberty dove si possono gustare le migliori quiches di Parigi, l’Arbre à Cannelle, e una sala da tè molto kitsch e confortevole, le Valentin, che propone dei pasticcini deliziosi, da assaporare con un bel tè o una cioccolata calda, leggendo La Force de l’Âge della magnifica Simone de Beauvoir o scrivendo in un taccuino per tre o quattro ore, senza essere disturbata. Una volta mi hanno quasi chiuso dentro. Avrei sognato croissants aux amandes per tutta la notte!

Chez Valentin, per un'orgia di cioccolata viennese e croissant aux amandes, chocolat et pistaches

Chez Valentin, per un’orgia di cioccolata viennese e croissant aux amandes, chocolat et pistaches

Mentre passeggiavamo nei pressi di Champs-Élysées, ci siamo imbattute in una giovane coppia italiana alla ricerca del metrò più vicino : “Du iù spik inglish?” – “Anche italiano”. Dopo svariati consigli turistici e gastronomici, spuntò la seguente osservazione : “Comunque, si vede che siete tipe che leggono molto.” (per via degli occhiali? o della sciarpona da studentessa squattrinata?). E poi, un’ultima domanda : “Ma non vi manca l’Italia?”

Sì. No. Perché dopo aver viaggiato tanto a lungo, non sento più di appartenere ad una sola città. E se il ritorno è il mio eterno fantasma, non ho la pazienza per affrontare quel sentimento di estraneità permanente che mi assale una volta a Roma, anche se la Città Eterna è sempre nel mio cuore. È la sindrome di Ulisse, my dear. Vorrei avere radici solide, ma so che deperirei di noia se dovessi restare a lungo in un unico luogo. Wanderlust!

Intanto, ecco qualche altro scatto di primavera parigina. Good luck, wanderers!

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