Wanderings

Parigi si appresta già ad accogliere la pazza primavera e regala qualche sparuto raggio di sole tra le nuvole contrastate, degne di un pennello d’impressionista. Ieri notte sono capitata per caso in uno splendido bar nell’undicesimo arrondissement –Le Perchoir-, poco conosciuto e nascosto all’ultimo piano di un vasto garage  o rimessa industriale decadente ricoperta di graffiti e collages : dall’immensa terrazza del locale lo sguardo abbracciava tutta la Ville Lumière, avvolta nel tenero silenzio di una sera mite… rotto improvvisamente dagli schiamazzi di allegri festaioli lanciatisi in una strepitosa scommessa : in quanto tempo sarebbero riusciti ad ingozzarsi di un chilo e mezzo di patatine belga alla salsa samurai prima di accasciarsi al suolo per overdose di fritto? (ho provato anch’io, ma devo dire che il megaburger e 500 g di patatine mi hanno messo k.o. quasi subito!)

Mentre passeggiavo per le stradine deserte del quartiere di Oberkampf, non so come, sono finita a parlare di ciliegi in fiore con un giovane militare richiamato in missione, “non per uccidere, ma per salvare la gente”, come disse lui. Gli rincresceva dover partire proprio adesso che la primavera stava arrivando, perché non avrebbe visto la piazzetta inondata di petali rosa, e la fioritura dei ciliegi durava solo tre settimane. Le cose belle erano quelle più effimere, secondo lui. Carpe diem, sussurrano i rami dei ciliegi luccicanti di gemme. La bellezza risiede in ciò che non si può possedere. Gli raccontai del Giappone, di come fui tanto fortunata da poter contemplare la fioritura dei ciliegi sia al Nord che al Sud, e gli parlai dello strano signore francese (la versione maschile di Maga Magò!) approdato all’ostello di Nagasaki, che preferì assistere alla lotta dei sumo e dedicarsi ad orrendi esperimenti culinari, di cui fui quasi la vittima. Ma tutto questo è un’altra storia… (nonostante ciò, Nagasaki mi rimase nel cuore).

Sono diventata da poco assistente in una galleria d’arte moderna e credo che ne vedrò delle belle! Si aggiungerà quindi una nuova rubrica, che verrà a completare i diari di viaggio, i croccanti aneddoti parigini e le mie elucubrazioni da intellettualoide da strapazzo, book-junkie che non sono altro : mesdames et messieurs, à bientôt pour la F.I.O.C! Fiera Internazionale di Obbrobri Contemporanei!

Intanto, vi regalo qualche scatto parigino! (I collages sono stati affissi al Marais e realizzati da Mimi the Clown e il misterioso Sobr).

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2 responses to “Wanderings

  • bassamarea

    Tornando qui mi capita spesso di riuscire a guardarmi attorno senza dover usare i miei occhi offuscati dalla stanchezza, dalla noia, dalla rassegnazione nei confronti di un mondo che tendo sempre più a disconoscere, ma per un momento i tuoi. Grazie per la boccata d’aria fresca, perdono per la nota malinconica.

    • kodamae

      Bentornata, Bassamarea. Grazie a te per la nota profonda, grazie per aver la pazienza di leggere le mie lagne parigino-bohème e dar loro un senso 🙂 Nella metro c’è un “artiste de rue” che riesce a manovrare e far ballare una marionetta di Bob Marley (con tanto di chitarrina elettrica) sulle note di “Don’t worry, be happy”, il tutto tramite un’antica macchina da scrivere 😀 Quante cose si possono fare con una macchina da scrivere!

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