Archivi del mese: febbraio 2014

Wanderings

Parigi si appresta già ad accogliere la pazza primavera e regala qualche sparuto raggio di sole tra le nuvole contrastate, degne di un pennello d’impressionista. Ieri notte sono capitata per caso in uno splendido bar nell’undicesimo arrondissement –Le Perchoir-, poco conosciuto e nascosto all’ultimo piano di un vasto garage  o rimessa industriale decadente ricoperta di graffiti e collages : dall’immensa terrazza del locale lo sguardo abbracciava tutta la Ville Lumière, avvolta nel tenero silenzio di una sera mite… rotto improvvisamente dagli schiamazzi di allegri festaioli lanciatisi in una strepitosa scommessa : in quanto tempo sarebbero riusciti ad ingozzarsi di un chilo e mezzo di patatine belga alla salsa samurai prima di accasciarsi al suolo per overdose di fritto? (ho provato anch’io, ma devo dire che il megaburger e 500 g di patatine mi hanno messo k.o. quasi subito!)

Mentre passeggiavo per le stradine deserte del quartiere di Oberkampf, non so come, sono finita a parlare di ciliegi in fiore con un giovane militare richiamato in missione, “non per uccidere, ma per salvare la gente”, come disse lui. Gli rincresceva dover partire proprio adesso che la primavera stava arrivando, perché non avrebbe visto la piazzetta inondata di petali rosa, e la fioritura dei ciliegi durava solo tre settimane. Le cose belle erano quelle più effimere, secondo lui. Carpe diem, sussurrano i rami dei ciliegi luccicanti di gemme. La bellezza risiede in ciò che non si può possedere. Gli raccontai del Giappone, di come fui tanto fortunata da poter contemplare la fioritura dei ciliegi sia al Nord che al Sud, e gli parlai dello strano signore francese (la versione maschile di Maga Magò!) approdato all’ostello di Nagasaki, che preferì assistere alla lotta dei sumo e dedicarsi ad orrendi esperimenti culinari, di cui fui quasi la vittima. Ma tutto questo è un’altra storia… (nonostante ciò, Nagasaki mi rimase nel cuore).

Sono diventata da poco assistente in una galleria d’arte moderna e credo che ne vedrò delle belle! Si aggiungerà quindi una nuova rubrica, che verrà a completare i diari di viaggio, i croccanti aneddoti parigini e le mie elucubrazioni da intellettualoide da strapazzo, book-junkie che non sono altro : mesdames et messieurs, à bientôt pour la F.I.O.C! Fiera Internazionale di Obbrobri Contemporanei!

Intanto, vi regalo qualche scatto parigino! (I collages sono stati affissi al Marais e realizzati da Mimi the Clown e il misterioso Sobr).

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Jeux de lumière sur les quais de Seine

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Man-Eater Matrioskas in Paris

Mentre cercavo disperatamente di orientarmi nei perversi meandri in cemento armato post-moderno chic dell’ Esplanade de la Défense, sono capitata su questi intriganti collages, proprio di fronte a La Gallery : l’artista è Sara Conti.

Man-eater matrioska

Vampire matrioska

Hator-the golden goddess

The lady with the dog

Chop-suey

Dissacranti mostruosità, androgini platonici, benvenuti nel Paris bizarre di Baudelaire! Sono tornata più in forma che mai, con nuove letture e nuove mostre da discutere, millanta foto scattate in giro per il mondo e per le strade di Parigi,  ma anche concerti e interviste di giovani artisti! Senza dimenticare la telenovela in ottomila puntate le sgangherate avventure vissute durante il grande viaggio alla ricerca delle mitologie perdute nei cinque continenti!

Siete pronti ad addentrarvi in dimensioni parallele? Take a comfy seat and bring your rainbow with you! (the following works of art have been created by Seth the GlobePainter).

seth

seth quartier latin

seth-3