In the Loop (up, patriots)

A causa di alcune sviste burocratiche, mi è capitato, in questi ultimi anni, di essere stata dichiarata irreperibile e quindi apolide. La mia qualità di “cittadina del mondo”, purtroppo, non mi risparmiò dal sentirmi dire, durante i miei viaggi : “Oooh! Sei Italiana! E hai votato Berlusconi?”. Superato  l’istintivo conato di profondo disgusto suscitato dall’orrore di tale equivalenza, mi sono chiesta perché si era sviluppata all’estero questa particolare visione degli Italiani, ossia “Italiano medio = Berlusconi”. Sorge allora la domanda : Berlusconi è davvero l’incarnazione dello spirito italiano? Poiché, da quel che mi è sembrato, ogni dirigente di un paese, in qualità di principale rappresentante,  ne diventa l’emblema spirituale : la Merkel è il riflesso di una certa idea della Germania, Sarkozy prima e Hollande poi di una certa idea della Francia. Mi auguro, con tutto il cuore, di no. Perché, anche se tutti mi dichiarano pazza, dopo il mio viaggio ho intenzione di tornare a vivere in Italia.

Serpeggia ai vertici della Nazione Italiana, tutti imboscati nelle loro ville o incollati alla loro comoda poltrona parlamentare, l’atroce preoccupazione per il dopo-Monti : chi sarà il successore alle redini del Bel Paese? Precisiamo che si tratta sempre e solo delle solite facce, che si scambiano i seggi, i partiti, i favori, le case, gli yacht, le interviste televisive, come nel gioco delle sedie musicali, mentre snocciolano leggi e decreti, governando con le fette di salame sugli occhi. Attenzione, la musichetta (o forse la solita tiritera) sta finendo, chi rimarrà senza sedia?

Da molto tempo, infatti, il panorama politico italiano è all’avanguardia nel campo scientifico, sociale ed economico, malgrado i pesanti tagli del Governo : un elaborato e complesso sistema di assistenza sociale per i Parlamentari, così come una sorprendente capacità auto-regenerativa nonché camaleontica riscontrata nei membri più anziani, rattoppati di cellule staminali demagogiche e auto-finanziarie, mentre i più giovani soffrono in genere di paraculite retorica in fase terminale.

Di fronte allo schifo di un tale sistema, come reagisce l’italiano medio? Prende un forcone, una vanga, un rastrello, un mattarello o qualsiasi altro oggetto e si presenta al Quirinale, inferocito, per scacciare quegli esseri indegni? No, peace and love, ridiamoci su che è meglio, tanto sono tutti uguali, tanto è tutto una merda, non ci posso fare niente, tanto appena posso me ne vado all’estero, tanto evado le tasse anch’io, tanto m’arrangio, tanto a il 21 dicembre 2012 arriva l’apocalisse, godiamo finché si può… oppure, ed è ancora peggio, perché trasuda vigliaccheria e malafede : “Mi vergogno di essere italiano, l’Italia è un paese di merda”.  Non ho nessun rispetto per chi proferisce assurdità del genere, o meglio, per chi si ferma alla sola teatrale esternazione di disgusto con spirito rassegnato e non agisce. Credo che un briciolo di sano patriottismo (questa parola è diventata tabù dopo Mussolini e Bossi), aperto allo scambio con altre nazioni, non possa far male. Riconsideriamo quest’espressione : “patriottismo” è sentirsi fieri del proprio paese, in quanto parte consapevole e attiva al benessere e alla conservazione della “terra dei padri”. Preferirei quindi un pensiero del genere : “In Italia è uno schifo, adesso, ma voglio essere fiero della mia italianità, voglio che le cose cambino in meglio e mi adopererò per questo”.

Alcuni si gloriano del nostro passato romano, rimpiangono i bei tempi andati, gridano allo scandalo della raccomandazione. La raccomandazione, in Italia come in Francia, esiste fin dall’Antichità e proprio i Romani ne avevano sviluppato la consuetudine sociale, con una grande differenza : chi raccomandava una persona impegnava il suo onore e la sua dignità, prendeva a monte la responsabilità delle azioni del suo protetto. Se Cicerone raccomandava il nipote di un cliente presso il Generale Sempronio, Cicerono garantiva che costui era una persona seria, adatta ad assumere l’incarico per il quale postulava, mentre il nipote doveva dimostrarsi degno della fiducia del suo mandante e del Generale : se il nipote si rivelava un idiota, Cicerone avrebbe perso la faccia, la sua auctoritas,  e nessuno avrebbe più dato peso alla sua parola (conseguenze gravissime per un avvocato con ambizioni politiche). Prima di raccomandare, quindi, bisognava verificare l’idoneità del candidato e valutare i suoi meriti effettivi.

Perché tutte queste acide considerazioni? Ho avuto l’estremo piacere di sapere che Berlusconi intende candidarsi di nuovo alle prossime elezioni e per questo inizierà una dieta : spero che sia quella che prevede un tappo in bocca, così non lo sento ciarlare per un bel po’. Come può anche solo pensare di potersi presentare di nuovo di fronte agli Italiani e al mondo, con il suo sorriso smagliante di castroneria pacchiana e il suo parrucchino tinto? È vero che il ridicolo non ha mai ucciso nessuno (Berlusconi ha inaugurato il principio del coniglio duracell della volgarità arrogante), ma… vorrei che si ripetesse tutti in coro (secondo il famoso principio orwelliano traviato dalla pubblicità) : “LO SCHERZO È BELLO FINCHÉ DURA POCO“. Naturalmente, il tutto corredato da sonore pernacchie.

Ed inviterei le altre personalità politiche che infestano il Bel Paese da anni e anni (della serie “a volte ritornano”… ma anche no!) a lasciare la scena, ripetendo in looping : Get the fuck off, bullshit-traders.

Per addolcire le precedenti amenità, una piccola canzone dedicata al Cavaliere del Ridicolo :

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