Take a seat, please

Monumento in memoria della fine della schiavitù nelle colonie francesi, nel Jardin du Luxembourg a Parigi

Un mio amico mi ha ufficialmente dichiarata apolide, ossia né francese né italiana, perché ho osato proporgli una frittata di zucchine per cena, invece della tradizionale omelette alla mozzarella. Sono stata esiliata per un paio di uova rotte e una dissidenza nel condimento. Come rispose una volta Socrate, sono cittadina del mondo e le uova le mangio come mi pare.

Sono stata per un viaggio lampo in Olanda, vicino a Maastrich, in un piccolo castello immerso nella natura, a due passi da Heerlen, dove mia sorella andrà ad insegnare il francese ai liceali del Sinter Marteen College. Meraviglioso, nonostante la pioggia fosse la nostra assidua compagna di avventure. Esistono davvero immensi parcheggi di biciclette e piste ciclabili ovunque, mentre le strade sono pulitissime, tanto che Parigi sembrerebbe davvero molto sporca (e lo è, in certe quartieri).

Appena il tempo di tornare e sento già al telegiornale che la proposta di tassare le super-pensioni è stata rifiutata, mentre sono state sfornate altre riforme per la flessibilità del lavoro. Ricordando che la “legge è uguale per tutti”, spero che un tale provvedimento venga adottato anche per i politici : perché privarli di cambiamenti così importanti che dovrebbero portare al progresso sociale? Invece, temo che sarà sempre la solita storia di persone corrotte che sfidano l’intelligenza dei cittadini a suon di ridicoli ed indegni “Mi dimetto solo se ci sono le prove” e quando saltano fuori le manovre illegali alle quali sono invischiati fino al collo, adottano la strategia delle tre scimmie nonvedo-nonsento-nonparlo, con una piccola deroga sull’ultima funzione : “Non ne sapevo nulla” (anch’io vorrei che un gentile benefattore mi pagasse l’affitto di una bella casa in centro città, senza annoiarmi con le pratiche burocratiche : se chiudo gli occhi e lo spero con tutte le mie forze, credete che la fata turchina avvererà il mio desiderio?), oppure “È stato un complotto contro di me, mi hanno incastrato” (povero Don Quixote, forse hai visto troppi film sul tuo schermo gigante ultrapiatto lcd e ti sei lanciato contro i mulini a vento della CIA), “Se parlo e cado io, altra gente cadrà con me” (lo SpiderMan che tiene nella sua rete grassi moscerini e zanzare gonfie di sangue che ronzano atterrite ad ogni scossa della tela). Senza contare che molti politici pensano di cambiare nome al loro partito (quando non cambiano tutto il partito) per tornare in lizza e ambire a vincere le prossime elezioni : la politica è un gioco di parole e simboli in modo da avvincere e accalappiare gli elettori erranti che iniziano a disertare le urne. Un celebre e antico volto della politica italiana, come se niente fosse, ha recentemente proposto di cambiare la costituzione italiana, così da adottare una struttura politica simile alla Francia, dove il Presidente della Repubblica esercita anche il potere esecutivo e viene eletto direttamente dalla popolazione. Il gioioso istrione d’Italia si candiderà di nuovo, potrete starne certi. Lui mangia pane e fenice a colazione, ogni sera rinasce dalle sue ceneri per organizzare fantastiche feste burlesque animate da quasi maggiorenni che offrono la loro amicizia a pagamento.

Vulcano, per vendicarsi della madre Era che lo aveva scaraventato dall’Olimpo dalla nascita perché brutto e storpio, le confezionò dal profondo del suo antro un ammirevole trono in oro intarsiato d’avorio, l’unico degno di sostenere la maestà della Regina degli Dèi e lo mandò su nell’Olimpo. Era,  lusingata e gonfia di orgoglio, volle subito accomodarsi sul trono : nella sua gioia, non si accorse che i suoi polsi e le sue caviglie erano stati avvinghiati da finissime catene d’oro. Quando volle rialzarsi, non ci riuscì ; era prigioniera dello splendido trono di Vulcano e nessuno riusciva a spezzare le sue catene invisibili. Gli Dèi mandarono quindi Dionisio da Vulcano : il dio del vino, scherzando e ridendo, fece tracannare al suo ospite un ottimo rosso di Chio e lo portò, completamente ubriaco, addormentato e legato sul dorso di un asino, da Era. Dopo quest’entrata trionfale nell’Olimpo, Vulcano decise di liberare infine la madre dalla sua trappola di vanità e tutti accolsero amabilmente l’abile dio del fuoco e del ferro.

Poiché i politici attuali sembrano molto attaccati al loro seggio parlamentare, perché non assecondarli nella loro passione? Leghiamoli alla sedia, nutrendoli a pane e acqua, finché non avranno votato una nuova costituzione italiana, dopo aver deturpato quella precedente con cavilli e emendamenti successivi. Resta un problema : come possono delle persone che hanno occupato per più di venti anni la scena politica italiana, rubando e mentendo a tutto spiano, votare una nuova costituzione, più giusta, più attuale?

Siccome siamo nell’era della democrazia mediatica, potremmo istituire un nuovo sistema di voto telematico : il politico che ottiene più pollici verso vede attivarsi nel suo seggio eiettabile il meccanismo automatico di emergenza e whamm, esce dal Parlamento o dal Governo come una cometa in cielo, cravatta e calzini bianchi al vento. Si vede che Elianto di Stefano Benni mi è proprio piaciuto tanto tanto, che mi ispira ancora di più la rivoluzione dei papaveri e che forse vent’anni di vita nel paese della Révolution, del “Liberté, Égalité, Fraternité” mi hanno dato effettivamente delle strane idee. Come una frittata di zucchine. Tranquilli, non userò mai la pasta come contorno per la carne alla salsa béarnaise.

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2 responses to “Take a seat, please

  • bassamarea

    Ma..! Ho appena terminato di leggere “Il tulipano nero” e trovo dell’Olanda anche qui :O
    Alla faccia di chiunque dica che le coincidenze non esistono.

    • kodamae

      😀 A dispetto di Mr. V., forse Dio ogni tanto gioca a dadi. È divertente : capita che, una volta letta un nuova parola, poi la si ritrovi ovunque, come per magia ^^

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