Strangeness

“(…) by instinct I wandered down to the railroad tracks – and there’s a lot of them in Des Moines – and wound up in a gloomy old plains inn of a hotel down by the locomotive roundhouse, and spent a wonderful long day sleeping on a big clean hard white bed with dirty remarks carved in the wall beside my pillow and the beat yellow windowshades pulled over the smoky scene of the railyards. I woke up as the sun was reddening ; and that was the one distinctt time in my life, the strangest moment of all, that I didn’t know who I was… I was far away from home haunted and tired with travel, in a cheap hotel room I’d never seen, hearing the hiss of steam outside, and the creak of the old wood of the hotel, and footsteps upstairs and all the sad sounds, and I looked at the cracked ceiling and really I didn’t know who I was for about fifteen strange seconds. I wasn’t scared, I was just somebody else, some stranger, and my whole life was a hauted life, the life of a ghost… I was halfway across America, at the dividing line between the East of my youth and the West of my future, and maybe that’s why it happened right there and then that strange red afternoon. But I had to get going and stop moaning, so I picked up my bag, said so long to the hotelkeeper (…) and went out (…)”

Jack Kerouak, On the Road (original scroll)

Forse per conoscersi davvero e andare verso l’altro, bisogna sentirsi altro, diventare straniero a se stesso e poi tornare. Who can say at which point strangeness transforms itself into beauty?  

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4 responses to “Strangeness

  • cassettino

    forse; o forse no.
    a me piace l’idea del non riuscire a conoscere qualcuno “davvero”.
    i rapporti quotidiani vengono scelti in base a delle approssimazioni, è una fortuna non dover conoscere tutti completamente. nelle poche persone di cui si può conoscere di più il limite è in continuo movimento, l’approssimazione si amplia un po’ e prende varie strade. alcune di queste strade sono comuni, e sono fra le poche cose che si possono conoscere: chilometri coperti e modo di percorrerli. ma i limiti di una persona si muovono sempre – si migliora e si peggiora – e nonostante siano inclusi in uno spazio che si può dire certo, èh, vai a trovarli.

    • kodamae

      Oh, la tua riflessione mi ha profondamente colpito. Mi piace molto l’idea dei confini cangianti dell’Io. Mi torna in mente une bel passo di “Une Vie” di Maupassant e “Kokoro” di Soseki. Perché, invece, alcuni si fermano, si impongono limiti stretti e li proiettano sugli altri, rifiutando quello a cui non sono abituati? Perché oggi si cerca spasmodicamente l’altra metà che venga a completare e colmare il vuoto? Come se l’essere umano fosse un puzzle con dei pezzi mancanti…

      • cassettino

        non so se è una questione di oggi. certe cose non mutano mai, magari certe situazioni le agevolano, le favoriscono, incitano, supportano.
        domandarsi quel perché è lecito, ma tentare di rispondere è come andare a cercare in giro l’interruttore del sole.
        se prendi il concetto fisico di vuoto vedi che c’è un differenziale di pressione che deve essere ristabilito. questo differenziale è la tensione – anche in elettronica si chiama così, – ovvero quello che mette in moto ogni processo; ma una volta raggiunto l’equilibrio tutto si ferma. è così che penso che il vuoto sia in un certo modo una delle basi del vivere. una sorta di motore inconsapevole.
        a volte mi pare che nel vivere di tanti ci sia un prosegue di quelle che sono le pulsioni e le visioni adolescenziali del mondo, delle reazioni, e dei rapporti. magari mi sbaglio, non so; e così molti rapporti diventano come fruizioni – mi viene in mente Sono come tu mi vuoi dei CCCP, e alcune cose scritte da Laing. e mi pare pure di avere un déjà vu. (rido).

      • kodamae

        😀 Interessante spiegazione scientificamente zen. Come dissero gli Egizi a Solone : “O Solone, Solone, voi Greci siete sempre dei bambini”. Anch’io sono dell’idea che in fondo l’animo umano, per certi aspetti, non cambi poi tanto nei secoli. Mh, spero però che il moccismo dilagante degli ultimi tempi si dissolva progressivamente. 🙂 Chissà, sono ancora troppo immatura.

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