Archivi del mese: maggio 2012

A Bug’s Life

La tendenza dell’uomo a vedere ovunque volti umani… Non so chi abbia scattato questa foto, né chi l’abbia interpretata con tanta ironia, ma il risultato è fantastico : mi ha fatto ridere per tutto il giorno. Enjoy the upcoming summer!


Strangeness

“(…) by instinct I wandered down to the railroad tracks – and there’s a lot of them in Des Moines – and wound up in a gloomy old plains inn of a hotel down by the locomotive roundhouse, and spent a wonderful long day sleeping on a big clean hard white bed with dirty remarks carved in the wall beside my pillow and the beat yellow windowshades pulled over the smoky scene of the railyards. I woke up as the sun was reddening ; and that was the one distinctt time in my life, the strangest moment of all, that I didn’t know who I was… I was far away from home haunted and tired with travel, in a cheap hotel room I’d never seen, hearing the hiss of steam outside, and the creak of the old wood of the hotel, and footsteps upstairs and all the sad sounds, and I looked at the cracked ceiling and really I didn’t know who I was for about fifteen strange seconds. I wasn’t scared, I was just somebody else, some stranger, and my whole life was a hauted life, the life of a ghost… I was halfway across America, at the dividing line between the East of my youth and the West of my future, and maybe that’s why it happened right there and then that strange red afternoon. But I had to get going and stop moaning, so I picked up my bag, said so long to the hotelkeeper (…) and went out (…)”

Jack Kerouak, On the Road (original scroll)

Forse per conoscersi davvero e andare verso l’altro, bisogna sentirsi altro, diventare straniero a se stesso e poi tornare. Who can say at which point strangeness transforms itself into beauty?  


A simple truth

Anatole France, un grande scrittore e pensatore francese, disse delle parole che mi colpirono molto, quando ero ancora una fanciulla adolescente piena di sogni irrealizzabili (di quel periodo mi sono rimasti solo i piedoni goffi e i brufoli quando abuso della cioccolata). Voglio ricordarle ancora e ancora quando sento le persone giustificarsi dicendo “lo fanno tutti”, per farmi passare la voglia di cedere anch’io a questa scusa pusillanime :

“Se un milione di persone fa una cosa stupida, la cosa non smette di essere stupida”

Il numero non cambia l’essenza delle cose. Gonfia le statistiche e l’audimat, però. E questo è essenziale, oggi. Damn. Mi ribello. Sarà il mio mantra contro la dittatura della finanza creativa e della tivvù infernale.


Here’s to life (Stefano Bollani Trio)


Flying Bull (shit)

A Roma, in piazza Santa Maria sopra Minerva, un antico obelisco egizio, detto appunto della Minerva, è sorretto da un elefante in marmo del Bernini. La leggenda narra che l’Artista dall’estro focoso non fosse in buoni rapporti con i preti : è per questo che il magnifico portone del Collegio dei Gesuiti si apre da ormai cinque secoli su due enormi chiappe elefantine.

A New York, nello spiazzo di Wall Street, di fronte allo Stock Exchange, si trova un imponente toro di bronzo, opera non autorizzata dell’artista siciliano Arturo di Modica, chiamato “The Charging Bull”, divenuto da tempo il simbolo della Borsa americana. Naturalmente, tutti i turisti che passano di lì si divertono a scattare irriverenti foto di loro accovacciati sotto la coda dell’animale, come se fossero usciti da lì.

Come cambiano i simboli, nel corso del tempo.

In passato, il toro che caricava con aria determinata ha ispirato numerosi traders a lanciarsi in Borsa, a conquistare il mondo della finanza, a guadagnare, far prosperare la propria pervicacia e innalzare imperi industriali. Era un inno al capitalismo liberale. Oggi che questo sistema è stato spinto fino all’eccesso e che sta mostrando enormi faglie, il toro, irritato dalle nazioni in rosso che sbandierano il loro debito pubblico di fronte alle sue narici fumanti, sembra volere distruggere Wall Street con una testata ben assestata. A volte non si può più parare il deretano e la vita si diverte con molta ironia a sovvertire le certezze umane, giocando sulle coincidenze.  L’emblema si è ritorto contro e per di più, è stato creato da un Italiano, anzi, un siciliano. Forse è un segno per l’Italia : liberarsi gradualmente dalla stretta finanziaria capitalista impazzita che gioca con le vite di milioni di uomini per il lusso di scambiare titoli e azioni inesistenti.

Ma cosa sento? Una miracolosa crema alla taurina può alleviare la fatica e permettere di riprendere a pieno ritmo anche se non si è dormito da più di 48 ore? “Uomini, correte a spalmarvene un po’ sulle occhiaie da panda e tornerete attivi e seducenti!”, grida lo slogan.

È divertente. La taurina viene estratta dagli scroti del toro ed è, effettivamente, un efficace steroide che permette lo sviluppo della possente muscolatura taurina, indispensabile per sbaragliare i rivali, conquistare le mucche più belle e sostenere numerosi accoppiamenti. Insomma, vogliono trasformarci in facce da coglioni per supplire alla nostra mancanza fisica.

Forse preferisco la statua del Centauro futuristico a St-Germain, che mi ha sempre un po’ inquietato. Agli impressionanti attributi del cavallo si aggiungono quelli dell’uomo, teso a svelare la bellezza della vita, pur restando legato ad essa nella sua parte animale.

Nel prossimo episodio, sarò meno volgare, forse. Verranno intessute interessantissime riflessioni sul copyright e la morte della cultura. Sempre che non sia un racconto un po’ speciale, The Lady of the Lake.

Intanto, è meglio bere un bel caffè per combattere una piccola fatica. Infatti, prima o poi la mazzata di Morfeo arriva ed è bello riposare per qualche tempo.


Cotton Blues

Oh my friend, I did it again,

God is singing in every trees

and I’m free, I’m free.

I stabbed the man, yeah,

so vain ‘n’ full of disdain…

‘coz he wanted me to bend

over fields of white dispair

and prick my bleeding scars.

So I ran, ran mad in my chains,

breathing the cold air

till my lungs blended

in the endless blue.

Oh brother, I did it again,

just sowed a little pain

to pick a bunch of stars

and make the sky my blanket.

God is in the rain, ain’t it true?

I swigged the night at the bottle,

and a bullet I heard,

the beats of ten thousands

pounding hearts

to lull my silent chest

and hustle around.

Tomorrow’s new dawn,

they say, for sure,

I’ll be hanged to the tree

and God is singing so pure

I’m free, I’m free.

——-

Amico mio, l’ho fatto ancora,

Dio canta tra gli alberi

e io sono libero, sono libero.

Ho pugnalato l’uomo

che voleva piegarmi

su campi di disperazione ovattata.

Correvo, correvo folle nelle mie catene,

respirando l’aria fredda

finché i miei polmoni si sciolsero

nel blu.

Oh fratello, l’ho fatto di nuovo,

ho solo seminato un piccolo dolore

per raccogliere un mazzo di stelle

e fare del cielo la mia coperta.

Dio è nella pioggia, non è vero?

Ho tracannato la notte in bottiglia,

e una pallottola ho sentito,

i battiti di decine di migliaia

di cuori pulsanti

cullavano il mio petto silenzioso

e il caos tutto intorno.

Nuova alba domani,

dicono, di sicuro,

Sarò impiccato all’albero

e Dio canta così puro

Io sono libero, sono libero.


Rollercoaster – Everything but the girl

 

I still haven’t got over it even now. 
I want to spend huge amounts of time on my own. 
I don’t want to cause any serious damage. 
I want to make sure that I can manage, 
because I’m not really in your head, 
I’m not really in your head. 

And I see love and disaffection 
and the clouds build up and won’t pass over. 
This is my road to my redemption. 
And my life is just an image of a rollercoaster anyway. 

I still haven’t got over it even now. 
I want to spend huge amounts of time in my room. 
And I’m not coming out until I feel ready, 
not running out for a while my heart’s unsteady,
and I’m not really in your head. 
I’m not really in your head. 

When your sky falls to minus zero, 
well some things must disappear. 
Oh this is my road to my redemption. 

And my life is just an image of a rollercoaster anyway. 
The names may have been changed but the faces are the same
The names may have been changed but as people we’re not the same. 

And I’m not, no I’m not, no I’m not 
really in your head. 

And my life is just an image of a rollercoaster anyway. 
Yeah, my life is just an image of a rollercoaster anyway.