Body Lights

Ieri notte non riuscivo a dormire. Vagando di canale in canale, mi sono imbattuta in un meraviglioso documentario su Degas e il suo studio ossessivo del movimento che lo ha spinto a frequentare case chiuse e salles de dance per cogliere tutte le morbide sfumature del corpo femminile. Degas si aggirava furtivamente tra i corridoi, si fermava sulla soglia della porta, sbirciava da una finestra, come un incallito voyeur, mentre il suo sguardo accarezzava sensualmente ogni piega, ogni riflesso che scivolava sulla pelle impudica e dimenticata delle prostitute, sui tutù delle ballerine intente a provare i loro passi.

Come un’ape laboriosa, riprendeva senza sosta i suoi disegni precedenti per affinarne il movimento, la luce, i colori, il tocco. Amava lavorare secondo un modello, ripensando alla composizione della sua opera nella tranquillità del suo atelier, piuttosto che ritrarre la scena sul vivo : in questo, forse, fu molto accademico ; eppure, i suoi corpi si stagliano sulla carta con una vitalità e naturalezza inconfondibile.

Ha mostrato la bellezza nascosta nell’intimità di un gesto banale, quotidiano eppure oggetto del più feroce tabù : la nudità nell’abbandono della toeletta, nella ripetitività dell’allenamento.

Non c’è alcuna volgarità nei suoi disegni : solo una profonda umanità.

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