Weird Fishes (are beautiful liars)

Ho letto Il mondo di Sofia, di Jostein Gaarder, mentre aspettavo la mia corrispondenza per Parigi nell’aeroporto di New York (6 ore di attesa). Me ne aveva parlato entusiasticamente un mio amico a Montréal, allora avevo deciso di tuffarmici dentro. Tanto più che la filosofia mi aveva sempre affascinato… stavo preparando una tesi sulla libertà nello stoicismo di Epitteto e dovevo recuperare tutti i grandi pensatori la cui conoscenza mi era stata preclusa, perché ero in liceo scientifico (la specializzazione precoce in Francia comporta spesso scelte assurde, come quella di non studiare più né letteratura francese, né storia e geografia all’ultimo anno dello scientifico, per concentrarsi esclusivamente sulla matematica, fisica e biologia). Nonostante avessi frequentato in incognito le lezioni serali di Storia dell’arte, non era di certo sufficiente… Tuttavia, in quelle sale oscure, semi-deserte, rimase impresso in me Nietzsche e la sua poetica ascesi nichilista del super-uomo : l’anima-cammello che si carica di onori e oneri, orgogliosa della sua pesante gloria, l’anima-leone che si ribella al terrificante, scintillante drago del “Tu Devi” e ruggisce il suo “io Voglio” ed infine l’anima-bambino che ride di tutto ciò e dice semplicemente “io Vivo”.

Anche alla facoltà di Biologia, spesso mi intrufolavo in altre aule magne per seguire alcuni corsi di bioetica ed etologia. Potei quindi assistere ad una lezione sul sistema sociale delle api e delle formiche, nonché sull’arte del travestimento nel regno animale. In particolare, il professore ci mostrò il caso di una specie di pesce tropicale, caratterizzata da un’evidente differenza visiva tra maschio e femmina (dimorfismo). Il maschio, infatti, possiede une manto di scaglie iridescenti e una cresta pinnica gialla, mentre la femmina è di un bel colore blu-verde. Il maschio alfa conquista un harem di femmine, di cui è l’unico fecondatore, mentre gli altri maschi vengono allontanati e devono trovarsi un altro gruppo. Alcuni, tuttavia, preferiscono travestirsi da femmina nel periodo dell’accoppiamento, per ingannare la sorveglianza dell’Alfa.

Una voce in falsetto si è subito levata dal fondo dell’aula : “E se il maschio dominante li becca e pensa che siano femmine?”

Risata generale per il pensiero così spudoratamente antropocentrico.

Ma ritorniamo al Mondo di Sofia. La prima parte del libro mi era piaciuta molto, la trama era intrigante (chi è il misterioso uomo che manda a Sofia le sue lezioni di filosofia? E chi è il soldato dell’ONU che manda cartoline a Hilde Knag? Chi è Hilde?), le esposizioni filosofiche erano chiare e concise. Eppure, dalla seconda parte in poi, provai un crescente senso di fastidio : qualcosa mi turbava. Più volte mi capitò di pensare che la psicologia dei personaggi rimaneva piuttosto superficiale, che alcuni dialoghi non rispettavano il carattere degli interlocutori, oppure che l’autore si divertiva a sovvertire il principio del verosimile con numerosi a parte e interventi rivolti al lettore, oppure tramite interessanti e complessi giochi di meta-letteratura e narrazione a più piani, nello stile del Simposio di Platone. Quest’ultima impressione diventò più forte verso la fine del libro, che degenerava in un  fantastico alter-mondo in cui i clin d’oeil dell’autore al lettore si facevano quasi ossessivi (guarda come ingarbuglio bene la trama), fino alla scena orgiastica finale, dove tutti i personaggi perdevano le staffe e Sofia e Alberto fuggivano al-dilà dello specchio del libro, nel limbo dei folletti letterari. Bel delirio alla Spinoza, con un pizzico di Kant : a world within worlds within words.

Comprendo che l’autore abbia il diritto assoluto di trattare i suoi personaggi come lo intende. Comprendo che il coup de théâtre conclusivo possa dimostrare il carattere fittivo di un romanzo. Eppure, secondo me, poteva essere orchestrato con più eleganza e meno sofismi, anche se devo ammettere che la dissoluzione grottesca ed onirica dei personaggi sortisce un certo effetto. Forse è troppo affrettata? …forse tutto è precipitato senza che io fossi sufficientemente preparata allo schianto delle mie attese.

Cicerone era così convinto del valore della verosimiglianza che propose nei suoi discorsi un grande e bel paradosso : mentire con sincerità e bellezza, conservando la propria dignità. L’oratore, per commuovere gli uditori, mente per suscitare un’emozione forte e nobile, per esercitare il fascino del pathos, ma per riuscire a persuadere e gli altri, deve prima persuadere se stesso, quindi mentire a se stesso. Tuttavia, poiché deve persuadersi per primo, in qualche maniera, non mente più agli altri. Offre una verità in potenza, una possibile realtà, mettendo in gioco se stesso.

Balzac si era così affezionato ai propri personaggi della sua Comédie Humaine che, dovendo far morire Lucien de Rubempré, provò un sincero dispiacere. Zola, in Thérèse Raquin, non esitò ad esprimere il desiderio e l’attrazione fisica per Laurent dal punto di vista della protagonista, attraverso una descrizione più che minuziosa del suo aspetto tanto virile e quadrato (praticamente, lo ha scannerizzato con lo sguardo).

Forse Gaarder ha voluto ricreare la propria versione del mito della caverna platonica. I suoi personaggi non erano che le ombre illusorie di una realtà esterna ; il fuoco della filosofia doveva aprirmi gli occhi.

Eppure, quando leggo un romanzo, sono consapevole che si tratta di una finzione. Così come il Socrate di Platone è una meravigliosa menzogna, o meglio, trasfigurazione della realtà, piena di ironia e di grazia. Socrate sapeva sedurre, ammaliare, prendere in giro e condurti fino alle sue verità. La scrittura è una raffinata seduzione.

Quando leggo un romanzo, io voglio essere ingannata ed auto-ingannarmi, lasciarmi coinvolgere oppure no. Writer, lie to me, but lie to me beautifully.

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2 responses to “Weird Fishes (are beautiful liars)

  • bassamarea

    Mi hai persuaso a leggerlo. Lo trasferirò al più presto sul mio comodino a prender polvere.

  • kodamae

    Lode ai comodini polverosi, ricoperti di libri da leggere 😀
    Anche il mio è sovraffollato, ora che mi sono lanciata nella narrativa russa (non contando la lucetta per la lettura notturna e un pupazzetto di kodama in resina).
    Quando lo avrai finito, sarei curiosa di conoscere la tua opinione sul libro. Probabilmente, non l’ho letto con sufficiente umiltà.

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