Distorted Mirrors

Da piccole, la mia gemella ed io avevamo i capelli nerissimi e lucidi, come le Asiatiche. Eva, in più, aveva gli occhi a mandorla, la silhouette esile e gli zigomi alla manciù (mentre la mia passione per la mortadella mi rendeva già più mediterranea). Avevamo due anni, eravamo all’aeroporto di Parigi, di ritorno da un Natale a Roma. Stavamo giocando tra i carrelli, mentre i nostri genitori erano occupati a recuperare la nostre dodici valigie sul tapis roulant. In un istante, ci siamo ritrovate nel mezzo di un gremito gruppo di Giapponesi. Molte signore vennero a parlarci in giapponese, come se niente fosse. “Pardon“? Una di loro ci prese anche per mano…  I nostri genitori ci recuperarono prima che noi ci imbarcassimo per Tokio.

Ora porto i capelli molto corti (è divertente sorprendere le persone che non sanno ancora della nostra gemellarità : “Oh, Eva! Ti sei tagliata i capelli!”). Appena alzata, potrei ambire a partecipare ad uno spot per l’Oréal : quello in cui degli adolescenti impomatati e con creste improbabili si divertono ad incidere i muri di un palazzo con le loro teste piene di aculei, grazie ad un fantastico gel fissante (tanto poi ci sarà la Crescina a rivitalizzare quattro sparuti sopravvissuti sul cranio). Mi trovavo in questo terrificante stato di sonnambulismo pre-caffè quando mia sorella venne a cinguettarmi una notizia incredibile. “Quelqu’un m”a dit….”

Il comune di Nogent-sur-Marne a Sud-Est di Parigi avrebbe deciso di ringraziare la comunità italiana per la sua operosità. Innalzerebbe quindi una statua di una celebre Italiana, emblema del nostro spirito industrioso, nel centro città : presto l’effigie di Carla Bruni-Sarkozy si leverà alta nei cieli. Lei ha subito detto “Oui“.

Mi si è istantaneamente afflosciata la cresta per la sorpresa. Poi abbiamo riso. Per fortuna non era Marina Berlusconi (sono ingiusta, probabilmente è un”ottima business woman, basta che la sua famiglia stia lontana anni-luce dagli affari di stato). È divertente confrontare due visioni diverse : lo sguardo che portiamo su noi stessi può divergere da quello di altri occhi esterni (siamo tutti potenzialmente strabici, in fondo). O forse anch’io sono affetta dalla sindrome molto italiana che spinge a non prendere sul serio gli Italiani divenuti celebri all’estero.

Quale donna rappresenterebbe l’Italia, secondo voi? E la Francia?

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