Interferences


Il mio nipotino di sette mesi sta imparando a coordinare i movimenti. Siccome è già un gentleman, vuole assolutamente sedere con noi a tavola. Il “Marmadrillo” ha trovato il modo per sfuggire alla sorveglianza di mio fratello per una frazione di secondo : ne ha subito approfittato per tuffare le sue vispe manine nel piatto di spaghetti e aspergerci tutti di sugo, cinguettando gioiosamente. Penso che i suoi riflessi siano più che sviluppati. Certamente, è molto più vitale di noi. A Natale, lui era molto più interessato ai colori sgargianti della carta e al rumore che produceva quando era strappata o stropicciata, mentre gli adulti erano impegnati a sorridere cortesemente, scambiarsi gli auguri e pensare a quanto avrebbero potuto rivendere i regali non graditi su Ebay…. quanto si può imparare dai più piccoli.

Da quest’anno, insegno la letteratura francese ad alcuni liceali, compito che mi permette di spostarmi in tutta l’Île-de-France e di venire a contatto con molte realtà sociali diverse per condividere la mia passione. Spesso si tratta di famiglie ricomposte o rattoppate (tra queste ultime, una possiede due magnifici furetti che sfrecciano per casa mentre discutiamo di Baudelaire in un boudoir tutto rosa e molto kitsch) o di stranieri venuti a stabilirsi in Francia. Una di loro viene dallo Sri-Lanka, l’altro dal Senegal, un altro ancora dall’Albania. Mi ritrovo anche a dover escogitare nuove tecniche di insegnamento per un giovane affetto da dislessia : per esempio, imparare l’inglese e lo spagnolo attraverso canzoni e pubblicità (più tardi, il ragazzo vorrebbe diventare pubblicitario), così da assimilarne il ritmo, oppure tentare di trovare delle corrispondenze con delle espressioni che ha già ben integrato.

È un’esperienza davvero intensa, uno scambio continuo : non mancano le soddisfazioni, come quando si illuminano loro gli occhi e si sentono fieri di aver compreso le parole dell’autore – anch’io mi sorprendo : ripensando all’ottusità delle mie osservazioni giovanili, realizzo che non avevo capito proprio niente, che il pensiero fluttuava sempre in superficie ; improvvisamente, tuttavia, qualcosa si è sbloccato in me ed ho iniziato a “sentire” meglio il testo, così da poter spiegarne loro la bellezza.

Non mancano nemmeno i momenti di smascellamento  profondo sconforto oppure qualche effimero ed inconfessabile istinto stupidicida : quando pretendono che io faccia i loro compiti (mi dispiace, ma ho già dato abbondantemente all’epoca), quando non cercano di ampliare la loro padronanza linguistica, sforzandosi di controllare sul dizionario i termini che non conoscono, quando non leggono, quando mi danno della matusalemme… (e poi mi lagno se mi dicono che sembro piccola, tsè).

Ruklani mi parla della sua terra dai fiori profumati, con i suoi begli occhi indiani ed i suoi tratti delicati, mi mostra i suoi libri in cingalese, mi dice che vorrebbe restare a vivere in Francia, ma la madre desidera organizzarle un matrimonio tradizionale in Sri Lanka. Mi ha anche offerto un po’ di tiramisù, poiché la avevo passato la ricetta e un po’ di mascarpone e biscotti.

Ruklani ha il terrore del foglio bianco e trema di fronte ad un testo in francese classico, perché pensa di non saper scrivere, né comprendere la letteratura. Invece no, vorrei aiutarla a liberare i tesori nascosti in lei. È una questione di fiducia in sé, di esercizio, perseveranza, qualche risata e di ascolto. Ma anche di tempo. I suoi pensieri sono ancora immersi nella bruma del mattino, ingorgati nel traffico delle preoccupazioni… Ci vuole tempo per assimilare, per comprendere. E per aprirsi.

A volte il sistema scolastico impone un ritmo o un programma che non convengono a tutti gli animi.

È solo di recente, per esempio, che mi sono avvicinata a Virginia Woolf, Samuel Beckett, Boris Vian… Allora, sentivo di non possedere la maturità necessaria per comprendere appieno la bellezza della loro narrativa (un giorno mi tufferò anche nella ricchissima letteratura russa).

Le Onde è stato uno dei più bei libri che abbia mai letto, una poesia in prosa, sono stata cullata da pensieri e personaggi che evolvono e si infrangono nella voce del mare umano ; lo stile scarno, crudele, cinematografico di Beckett mi echeggia nella mente, con i suoi personaggi danteschi, decadenti, bestiali e profondamente umani nelle loro eccentricità : L’ultimo nastro narra di un uomo, Krapp (assonanza voluta?), che ascolta i suoi pensieri di gioventù registrati su cassetta magnetica, ma il nastro salta sempre, si riavvolge continuamente e si interrompe proprio sull’istante fatidico, come la nostra memoria ; La schiuma dei giorni è una favola d’amore surreale e provocante, tutta al ritmo indiavolato del jazz di New-Orleans, con mirabolanti pianocktail, impietosi giochi di parole su Sartre e l’esistenzialismo, strappa-cuori e case che si trasformano a seconda delle emozioni degli inquilini.

Ruklani abita all’ultimo piano ed i piccioni vengono sempre a posarsi di fronte al vetro della sua finestra. Mentre scriveva, mi ero distratta in istante… vedendo delle tenui orchidee tigrate stagliarsi sul grigio ovattato di un cielo che prometteva neve, ti ho immaginato mentre ti prendevi cura della tua orchidea con una dedizione assoluta, nell’attesa che sbocci un nuovo, grande amore – sai, la mia somiglia sempre più ad un inquietante aborto di mangrovia – ed esclamai : “Sono meravigliose.”

Ruklani mi ha lanciato una sguardo mezzo incredulo e mezzo divertito prima di aggiungere : “Sono finte.” Siamo scoppiate a ridere.

Accidenti, un’altra occasione perduta per tacere. Ma che importa, è stato divertente e la visione che mi hanno suggerito era splendida… anche se dovrei iniziare a preoccuparmi. Non vorrei che, per seguire delle allucinazioni, perdessi la bellezza della realtà. Ricordando che ho già cominciato da tempo a rispondermi da sola in modalità polifonica, direi che sì, è tempo di ritornare sulla terra ferma… Forse sono io ad essere ancora ingorgata nella bruma assonnata del mattino.

Forse è tempo di vivere di più e di pensare di meno. Forse è l’avvicinarsi della primavera, è la neve che scintilla sopra le gemme gonfie di vita, il sole che risplende più a lungo. È che vorrei essere meravigliosa per qualcuno, irradiare gioia, lasciare andare tutte le paure e le paranoie e correre a briglia sciolta, il vento fresco sulla mia pelle. Forse anch’io coltivo un segreto desiderio d’amore (San Valentino, esci da questo corpo!).

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5 responses to “Interferences

  • rebusrebus

    “È che vorrei essere meravigliosa per qualcuno, irradiare gioia, lasciare andare tutte le paure e le paranoie e correre a briglia sciolta, il vento fresco sulla mia pelle.”
    È che a volte, spesso forse, è sorprendente non accada, o forse che accada davvero, in ogni caso è sorprendente leggerlo qui, che non ci sia per te, dico, nonostante non ti conosca affatto, magari leggendo qui ti lasci conoscere più di quel che credi, così.

    • kodamae

      Ti ringrazio, rebusrebus, sei un’anima delicata 🙂 Uhm, la vita ama sorridere e si diverte a sorprenderci, mandandoci raggi di sole tra ragnatele di parole e solitudine. Nella realtà, lo ammetto, sono un porcospino bisbetico 😀
      Le tue riflessioni sulle parole e la loro trasformazione sono sempre molto profonde e stimolanti. Se le parole, una volta espresse, rivelano aspetti di sé sconosciuti, accade lo stesso per noi che le scriviamo? È possibile conoscersi meglio attraverso la scrittura?

      • rebusrebus

        Mi fa ridere il “porcospino bisbetico” 🙂
        Credo che sì, un ebl mezzo per esplorarci, per scandagliare fondità poco frequentate.
        Non ho letto nulla della Wolf, qualche giorno fa ho preso Mrs Dalloway, lo leggerò a breve.

  • librini

    Le Onde lo ho letto pure io. In due volte: la prima, ho interrotto, perché non ci capivo niente. Poi ho letto Il Diario di Una Scrittrice, sempre della Woolf, e allora sì, ho ripreso la lettura de Le Onde, ed è stata tutta un’altra cosa. Era troppo sviscerante per capirlo con una lettura superficiale.
    Hai letto la Crociera? Il suo primo libro? Narrato in stile classicissimo, agli antipodi rispetto alle Onde.

    • kodamae

      A me è successo con “Mrs Dalloway”, ma dopo un po’ di tempo mi sono armata di coraggio e ho ripreso la lettura. “Diario di una scrittrice” è molto interessante, permette di seguire l’evoluzione della Woolf, così come la sua corrispondenza con Vita Sackville-West e Vanessa. Sì, in “la Crociera”, la Woolf non aveva ancora trovato la sua voce, stava ancora destreggiandosi con le convenzioni del romanzo ; ma tutto inizia a cambiare con “La Stanza di Jacob”. Molto bello anche “Gita al faro” (nello stesso tema de “le Onde”) : come disse in una delle sue lettere, è tutta una questione di ritmo… e la storia si dissolve in una polifonia di voci, che gravitano intorno ad un’ossessione.

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