Inner Vision (makes you so blind, sometimes)

Buon anno nuovo!! Che questo 2o12 sia splendido, ricco di sorprese, incontri e gioie! E se il mondo dovesse davvero finire nel fatidico dicembre prossimo, come venne predetto dai Maya… ne ricomincerà un altro (spero più giusto : Imagine all the people, living life in peace, wooo-hoo, wooo-hoo-hoo).

Non so voi, ma le feste natalizie si sono volatilizzate in banchetti familiari degni di Lucullo : oltre al tradizionale menù del 24 a base di pesce, del 25 a base di agnello, fritti vari e carciofi alla romana, e del 26 a base di cappelletti in brodo e companatici, sono stati divorati una quindicina di panettoni, pandori, pan pepati, pan forti, torroni, torciglioni di Bagno Regio, senza contare i tartufi al cioccolato assaporati clandestinamente nella penombra di Piazza Navona, mentre si sceglievano i dolci per la Befana tra le bancarelle varie. Dodici valorosi Gargantua sono caduti sul campo di battaglia si sono accasciati sfiniti e rantolanti sul divano e le poltrone, nella tipica posa del serpente boa in piena digestione ; si racconta che un compassionevole gatto dal pelo rosso abbia massaggiato con tutto il suo cuore peso i loro ventri boccheggianti d’abbondanza.

Ho anche avuto il piacere delle conversazioni astrologiche, tra una portata e l’altra :

-Come ti chiami? (tendendo l’orecchio e aguzzando la vista) …Come? Elisa?

(Evviva, un altro nome da aggiungere al mio carnet di identità parallele).

La domanda immediatamente successiva fu :

-Di che segno sei?

(Vergogna, non mi ha nemmeno chiesto quanti ombelichi avevo o se un omino abitava nel mio cranio e si divertiva ad ingannare la solitudine con l’eco dei suoi discorsi.)

-Ariete.

-Ah (smorfia di profondo disappunto). Ora capisco tutto.

La consapevolezza di essere una rompiscatole astrale è sempre piacevole. Potrei anche aggiungere che il mio ascendente è in Sagittario (giustificando così la mia naturale irrequietezza e il profondo amore per l’avventura e la scoperta?) e che Mercurio e Venere si trovano in Pesci (indice della mia indole paludosa?). Ma capire cosa? Davvero le stelle possono decidere del nostro destino? è un pensiero rassicurante, forse, quello di sentirsi protetti da tali entità lucenti, distanti e apparentemente eterne : ma se così fosse, davvero si interesserebbero a noi, esseri effimeri, tanto da definire il carattere di ognuno? Siamo forse predestinati?)

Tutto questo mi ricorda una vignetta di Venerdì 12 di Leo Ortolani :

Sono partita con delle amiche a Londra per festeggiare il Capodanno : fantastico! Abbiamo girato la città in bici, rischiato di farci investire svariate volte da un red double decker o da un black cab, ammaestrato i gabbiani in strane acrobazie nelle verdi distese di Hyde Park, passeggiato per Notting Hill (la libreria Travel Book è stata riconvertita in un negozio di scarpe… dalla teoria alla pratica del viaggio?), visitato il British Museum, the National Gallery, il Museo di Storia Naturale, Westminster, sbirciato nella casa di Charles Dickens e Sherlock Holmes, girato per Piccadilly Circus (il negozio di M&M’s world!)… i nostri piedi gridavano pietà. Non sapevo che i Londinesi fossero così entusiasti per i Musical Shows : ma gli spettacoli sono davvero emozionanti e divertenti (Wicked, o il prequel per il Mago di Oz che racconta la storia della strega dell’Ovest, Billy Elliot, We Will Rock you – trama un poco scontata, ma le canzoni dei Queen riescono sempre a far cantare tutto il teatro). Naturalmente, Italiani ovunque. Siamo molto simili ai Cinesi, in questo, come nel nostro amore per la gastronomia regionale.

Siamo anche andate al museo di Madame Tussaud, per pura curiosità. Per me, è stato un vero antro dell’orrore, il tempio del kitsch. Se il buffet e l’open bar scatenano gli istinti più bassi del ventre umano, le statue di cera di Madame Tussaud istigano alla più bieca idiozia. Gente che si accalca intorno ai bei ritratti delle celebrità, spinge e insulta il prossimo in carne ed ossa pur di scattare una foto vicino all’adorato o all’adorata in cera e plexiglass, rischiando di travolgerlo con la loro foga (“HUhuhu, ho toccato il culo di Angelina Jolie!”, “Hu, ma guarda com’è basso Tom Cruise”, “Certo che Beckham è popo bbono, pure de cera”). Alcuni hanno scattato delle foto insieme ad Hitler o Saddam : chi nell’atto di tiragli un uppercut, chi mentre finge di mettergli le dita nel naso o gli fa le orecchie d’asino dietro la testa, chi esegue il saluto nazi… Ma non si accorgono di quanto questi scherzi siano di pessimo gusto? Forse sono io ad essere troppo severa e presuntuosa… tuttavia queste scene mi infastidiscono profondamente.

Abbiamo corso di notte nelle strade di Londra per vedere i fuochi d’artificio, in un frenetico slalom tra la folla (sono stata catapultata contro un’altra persona e sono caduta ridendo, ma non ho proprio capito come tutto questo si sia svolto), abbiamo brindato in un pub, assistito ad una rissa, abbracciato passanti e gridato sonori “Happy New Year!“.

Il primo gennaio, una donna ha perso le acque nel treno e stava sul punto di partorire nell’underground. Nuovo inizio.

In questo viaggio ho imparato il valore della cooperazione, la leggerezza e l’eleganza del british humour, la bontà dei cupcake. E a diffidare dalle foto proposte nei siti internet degli ostelli di gioventù. Eravamo vicine alla cattedrale di Saint Paul e le campane risuonavano ogni mezz’ora, anche nel cuore della notte. Ritornare nella propria casa, con le proprie comodità, però, è sempre una gioia. Persino quando, aprendo il frigo, si ritrovano reperti dimenticati e legumi geneticamente mummificati.

Ma il più bel regalo di Natale è stato ritrovare un’amicizia e un cuore.

I miopi possiedono, per cause fisiche, una lungimiranza sfuocata. La lontananza non viene percepita nitidamente dai loro occhi impigriti e lo sguardo si perde in orizzonti troppo larghi.

Tuttavia, l’inquadratura degli occhiali focalizza l’attenzione sui dettagli e conferisce lo sguardo laser di Super Man. Mi sono accorta che le mie lenti rimpiccioliscono il mio mondo e che le mie evidenze, ossia i miei pregiudizi dipinti di razionalità, mi avevano accecato.

Mi hai aperto il tuo cuore, mi hai parlato come mai prima d’ora, mi hai raccontato dei tuoi dolori, delle tue gioie, mi hai sorpreso. Non ti ho sentita più così sfuggente, così distante e crudelmente irraggiungibile, come mi apparivi un tempo. Mi hai mostrato la tua umanità e hai rivelato la mia. Grazie a te, ho capito che non si può fuggire sempre, né respingere gli altri per paura di non essere abbastanza, di essere vulnerabile, nascondendosi dietro una corazza di sorrisi beffardi, sarcasmi, verbosità pompose e paranoie inutili. Ho capito che non avevo compreso nulla di te e che finora non avevo saputo ascoltarti veramente, assordata com’ero dalle mie idee strampalate e dal mio egoismo. Mi hai aperto gli occhi ed ho visto quanto sono stata presuntuosa ed orgogliosa, pensando di poter prevedere le risposte e le reazioni degli altri, quando in realtà agivo solamente secondo la mia volontà (anche nella costrizione). Quanti dolori, quante incomprensioni avremmo potuto evitare, se avessimo parlato chiaramente. Se avessi avuto il coraggio di ammettere le mie debolezze e dirti che avevo bisogno di te, invece di respingerti. Se tu, se io, dice la canzone…

Sono felice che tu ti sia ritrovata, amica mia, e sono felice di averti ritrovata. Siamo sorprendentemente simili, in fondo. Nonostante tu sia Toro e io Ariete (mi dissero una volta che questi due segni si sarebbero scornati di sicuro e che non sarebbero mai andati d’accordo).

Tu collezioni gli amori e le tue ombre musicali nel tuo giardino delle Anime in fondo al cuore ed io conservo il riflesso di mille cieli negli occhi, affascinati dagli orizzonti lontani. Bentornata. Ti auguro di essere serena e di amare, amare sempre.

Forse non è possibile comprendersi del tutto, né svelare ogni mistero del cuore, ma due anime a volte possono toccarsi nel profondo, fino a lasciare una traccia, un’impronta, una scintilla che ci guida verso la costa quando le onde della vita ci travolgono.

Non ho saputo amarti come lo desideravi tu, ma questo non significa che non ti ami profondamente, amica complessa e affascinante.

Beautiful beautiful 
Girl from the north 
You burned my heart 
With a flickering torch 
I had a dream that no one else could see 
You gave me love for free 

Candy, Candy, Candy I can’t let you go 
All my life you’re haunting me 
I loved you so 

Candy, candy , Candy I can’t let you go 
Life is crazy 
Candy baby 

Yeah, well it hurt me real bad when you left 
I’m glad you got out 
But I miss you 
I’ve had a hole in my heart 
For so long 
I’ve learned to fake it and 
Just smile along 

Down on the street 
Those men are all the same 
I need a love 
Not games 
Not games 

Iggy Pop, Candy

P.S.: Sto leggendo Le Regole della Casa del Sidro di John Irving e questa frase mi ha colpito in modo particolare : “E come si dice ‘mi manchi‘, si chiese, quando non si intende ‘voglio tornare da te’?”

Alcune persone lasciano un ricordo, un’ombra che è dolce ritrovare nei pensieri, ma non cerchiamo più di viverle nella realtà. Ci accontentiamo delle nostre fantasie, dove diventano una sorta di oracolo, di eco lontano, flebile e dolce voce della coscienza. Perché? Perché non sono più una luce per il ritorno? Evolvere, crescere, significa anche rinunciare, lasciare che le persone un tempo care, quelle che ci hanno preso per mano e condiviso una parte di sé, seguano il proprio cammino? È immaturo volerti accanto, ancora?

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5 responses to “Inner Vision (makes you so blind, sometimes)

  • bassamarea

    In questo post c’è davvero tutto: amicizia, viaggi, feste, abbuffate, oroscopi.. perfino i cupcake!

    • kodamae

      Ahahah! Sì, è leggermente caotico e molto dulcis in fundo 🙂 Come procede la ricerca dell’inchiostro per la tua macchina da scrivere originale? Tanti racconti si profilano all’orizzonte.

      • bassamarea

        Ancora in alto mare: tutta colpa del “quotidiano” che non mi permette di dedicarmi alle cose che amo e che mi costringe a rimanere inchiodata in camera circondata da libri e appunti, da appunti e libri.

  • FS

    Lovely post.

    You have only just discovered British humour and cupcakes? Now? You’ve got some catching up to do. 😉

    As for open heart, vision, seeing, hearing, missing, letting go, and wanting…longing and wondering. Such are the things of life. Or love.

    • kodamae

      Yes, indeed! I have a lot to discover yet, to live, to experience, to learn, to enjoy. And love.

      I was happy to read another of your stories : they’re smart, eloquent and vividly ironic. Thank you 🙂
      Have a wonderful 2012!

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