That’s not my name

In famiglia abbiamo tutti dei nomi un po’ esotici o comunque inconsueti, con la spiccata tendenza a cambiarli, se non corrispondono ai gusti o alla personalità del nominato. Per esempio, la mia bis-zia Gemma vuole essere chiamata Olga, mentre la cugina Durlindana preferisce Zelda. Poi c’è Mirta, Aydee…

A mia madre piacevano molto quei fiorellini gialli e cespugliosi che a primavera ricoprono le colline di Roma : pensava si trattassero di eriche. Mi diede quindi il bel nome di Erika Giulia. Più tardi, scoprì il malinteso : i gioiosi fiorellini primaverili erano in realtà ginestre, mentre le eriche erano quei ruvidi, aspri boccioli fucsia che attecchiscono nelle brughiere e sanno resistere alle ostili giornate di pioggia delle fantomatiche Highlands. Ho rischiato quindi di chiamarmi “Ginestra”. Forse sarei stata meno scorbutica?

Ogni tanto, mia sorella mi chiama Gin, per scherzare.

Mia madre provò a chiamarmi Giulietta, ma non ha funzionato. Semplicemente, non mi giravo, neanche se risuonavano mille “Giulietta” intorno a me. Chissà, forse presagivo la battuta che viene di solito propinata alle fanciulle nubili : “Ma come, non hai ancora trovato il tuo Romeo?” (bellissima storia, ma nella realtà le relazioni così tragiche non sono forse così poetiche).

Per non parlare dei soprannomi e diminutivi, che aborrisco : Erikuzz, Erikuccia, Ericotta (più spesso Ricotta), Erikina, Eri (imperfetto del verbo essere? perché interpellarmi al passato?)… NO. Il mio nome è già abbastanza corto per non essere storpiato, troncato, allungato, ridicolizzato.

E siccome in famiglia siamo tanti, spesso i miei confondono i nomi dei loro pargoli, per distrazione : Eva (le gemelle con le stesse iniziali…), Tharita, Raoul, Matisse (il nostro gatto), Olivia, Rita, Carmen, Aydee, ecc.

Poi, il mio nome viene frainteso volentieri oppure confuso con un altro : ho già avuto il piacere di essere chiamata Enrica, Elena (ok, fuochino, posso comprendere : cinque lettere, una “e” iniziale, una “a” finale), Milena (per quale strana assonanza?), Karine, Caterina (??? per via del suono “ca”?), Katia, Chiara, Martina (!!!), Reika, Reiki (uau, sono un’energia trascendentale e universale!), Chiranth (è una lunga storia).

Ci fu chi mi disse che le “Erika” con la K erano diaboliche e causavano immani catastrofi : la petroliera Erika che provocò un terribile disastro ambientale, i criminali Erika & Omar… Ci fu anche chi rimase affascinato dal mio nome nordico.

Esistono due grafie comuni per questo nome : Erika o Erica.

Capitò che mi scrivessero : Herika, Ericka, Heryka, Herycka…

A otto anni, esasperata da queste fluttuazioni ortografiche, intrapresi di segnare il mio nome su tutti i miei libri e quaderni scolastici di mia appartenenza (onde evitare, anche, sparizioni misteriose : mio, mio, mio!), nonché penne, pennette e pennarelli. Risparmiai solo la mia adorata penna stilografica dalla furia nominale.

Dopo un intero pomeriggio di fatica, passato a calcare il mio nome in stile gotico e decorare le mie iniziali con edere e ghirigori d’inchiostro dorato o verde, mi accinsi a contemplare con soddisfazione il trionfo del mio nome. Orrore! Ovunque compariva “Erica”, e non Erika.

Risi della mia stessa stupidità, rimossi con cura tutte le prime pagine e ripresi tutto da capo.

Posso presentarmi con le persone : My name is Bond, James Bond “Salve, mi chiamo Erika, Erika con la kappa”?

È bello, no, Erika con la kappa, la “k” aggiunge quel tocco esotico… “Ah, e io che pensavo fosse un po’ da bimbominkia” (che dire? Questa osservazione mi ha fatto cadere istantaneamente le mascelle e le braccia, mi sono accasciata al suolo come una marionetta senza fili).

Oppure : “Come Erika Lust, la famosa attrice porno?”

Erika, Erika, Erika! È cosi difficile? Erika…

-Ehi, pupattola.

Che? mi è sembrato di sentire una voce? Sono troppo distratta… Mi guardo intorno. Nessuno, se non un tristo figuro con gli occhi languidi da triglia abbandonata per tre giorni di seguito sul bancone del pesce, al mercato.

-Ehi, pupattola, non sei niente male. Certo, con un po’ di tette in più… Come ti chiami?

(“Pupattola”, a me? a cicciobello, non ci siamo capiti…)

-Samantha. Ciao ciao. 

Annunci

One response to “That’s not my name

  • Nala Sc@rlet

    ahahah povera Erikaconlakappa.
    Il problema di questi nomi è che se te li scrivono pure male nei documenti ufficiali sei fregato. Seppi di una ragazza che dopo aver fatto 3-4 esami all’università le vennero annullati perché scrissero male il nome sulla camicia.
    Però, devo dire la verità, a me piace il nome Erika 😉

    un saluto
    NalaScarlet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: