Why so serious?

Nella metro in genere le persone si ignorano cortesemente. Ogni tanto sale nei vagoni un bravo musicista, un mendicante, un pazzo furioso che grida la sua solitudine e le sue ossessioni. Ogni tanto la moglie tradita incontra l’amante del marito e le due iniziano a picchiarsi ferocemente, quasi possedute da tutte le tresche di Beautiful.

Quando sorridi semplicemente perché sei felice e per caso gli sguardi si incontrano, si possono presentare tre reazioni nelle seguenti proporzioni:

-l’altra persona, vedendoti sorridere, ti sorride a sua volta (miracolo! 0, 005%)

-l’altra persona vorrebbe sorridere, ma per pudore/stanchezza/inerzia/indifferenza abbassa gli occhi o volge altrove il suo sguardo (40%)

-l’altra persona ti fulmina o ti considera con una smorfia infastidita, come se fossi un alieno o  un selvaggio del Borneo, ingrugnandosi per l’invidia e ammantandosi nella sua nuvoletta nera di malumore (“Ma che avrà da ridere quel beota??”) (59, 995%)

Métro-boulot-dodo. La triste routine del cittadino yuppie.

A me piace passeggiare per la città, nei quartieri che conosco oppure no, cambiare linea di metro o bus, scendere ad una fermata di cui so solo il nome per vedere cosa c’è lì intorno. Mi piace curiosare, fare un po’ la straniera, assaporare un itinerario in tutte le sue piccole bellezze ed orripilanti segreti. Mi diverto a trasformare tutto in avventura. La Senna, i grattacieli della Défense, il canale St-Martin, i treni che sfrecciano sui ponti, con le finestrelle illuminate, pieni di volti e vite sconosciute.

Ogni tanto, nel tragitto all’aria aperta del treno, vedo la gente nelle case, le grandi biblioteche, il bagliore intermittente e bluastro della tivvù (a Parigi non ci sono le tende, oppure sono trasparenti. Ognuno deve poter dare un’occhiata al lusso, alla raffinatezza, mentre le stanzette buie si affacciano su cortili meschini). Mi viene in mente Balzac ed i suoi vividi scorci domestici rubati alla commedia parigina, come in Le Père Goriot.

Tutto questo per dire che ho finalmente ricevuto la mia tessera annuale per i trasporti in Ile-de-France. I biglietti, in effetti, costano tantissimo e quindi sono stata costretta a limitare i miei movimenti. Potrò riprendere i miei vagabondaggi e sollazzarmi nel vedere tutto con occhi nuovi.

Mia madre, quando le annunciai la buona notizia, si esclamò : “E quindi non ti si rivede più? Ricominci a fare la gatta di strada?” Miao.

Come nella canzone di Manu Chao :

Me llaman el desaparecido 
Que cuando llega ya se ha ido 
Volando vengo, volando voy 
De prisa de prisa a rumbo perdido 
Cuando me buscan nunca estoy 
Cuando me encuentran yo no soy 
El que está enfrente porque ya 
Me fui corriendo más allá 
Me dicen el desaparecido 
Fantasma que nunca está…

E mi accorgo di quanto io possa essere egoista : desidero andare e venire come mi pare, ma voglio avere un posto in cui tornare, una persona cara che sia lì ad accogliermi.

Irrequietezza contraddittoria. Non so dove mi conducano i miei passi, ma il brivido del viaggio… quel magico momento in cui il treno scrolla lento i suoi vagoni, i paesaggi che sfilano, le città che si allontanano, le mucche, i campi, la cantilena dei binari. Quell’istante in cui l’aereo si solleva, lo stomaco si chiude, il cervello si chiede cosa ci sarà mai oltre quelle nuvole. Chiudere la porta e andare, camminare e sorridere.

Tutto passa e tutto resta,
però il nostro è passare,
passare facendo sentieri,
sentieri sul mare.

Mai cercai la gloria,
né di lasciare alla memoria
degli uomini il mio canto,
io amo i mondi delicati,
lievi e gentili,
come bolle di sapone.

Mi piace vederle dipingersi
di sole e scarlatto, volare
sotto il cielo azzurro, tremare
improvvisamente e disintegrarsi…
Mai cercai la gloria.

Viandante, sono le tue orme
il sentiero e niente più;
viandante, non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando.

Camminando si fa il sentiero
e girando indietro lo sguardo
si vede il sentiero che mai più
si tornerà a calpestare.

Viandante non esiste il sentiero,
ma solamente scie nel mare..

Antonio Machado, Provervios y Cantares

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