Code Jellyfish

 

 

 

 

 

La mente spesso ospita un teatrino interno molto attivo. Insceniamo le nostre reazioni a probabili eventi, diventiamo tragici e nobili eroi sofoclei, recitiamo con appassionati accenti shakespeariani le agili battute che vorremmo dire, ci liberiamo nel post-modernismo dell’assurdità alla Ionesco, giochiamo con le nostre multiformi identità pirandelliane. Oppure fantastichiamo romanticamente com in una soap-opera in prima serata.

I timidi, poi, si lasciano andare ad uno sfrenato narcisismo. Pensano che tutti i riflettori, così come gli occhi di tutti gli spettatori, siano puntati su di loro, pronti a rivelare ogni piccola défaillance della loro performance.

Nella mia testa appare spesso il saggio maestro Yoda, che mi sussurra nei miei momenti di scoramento : “Potente la fesseria scorre in te.”

Geniale e saggia tartaruga sicula della brumosa e selvaggia Dagobah.

Sulla Place du Panthéon, a pochi passi da uno dei licei più antichi e prestigiosi di Parigi, nel cuore di uno dei quartieri più tipici del Vieux Paris, ossia La Contrescarpe de la rue Mouffetard, i cui vicoletti sono gremiti di negozietti aleternativi, bar studenteschi, vari ristoranti di specialità regionali e mercati artigianali, ma anche infestati da una strega molto vanitosa che ama nascondersi negli armadi dei disordinati, c’è l’elegante (l’androne è meraviglioso) e popolare Bibliothèque Sainte-Geneviève.

In periodo di esami, è quasi impossibile accedervi, se non dopo ore e ore di fila. Molti vengono per studiare, molti per dormire (non lo so, forse amano essere cullati dai libri). Ma tutti vengono per cuccare.

A questo proposito, è stato fissato un codice implicito. Lasciare distrattamente la propria tessera studentesca vicino alla propria lampada di lettura (molto bella, verdi smeraldo in stile art nouveau) è il segnale inequivocabile di disponibilità amichevol-amorosa.

Quando lo raccontai a mia madre, mi replicò : “Chissà cosa c’è scritto sulla tua… (suspense) -Non mi rompete li conglions” (i turpiloqui in similfrancese fanno più chic).

Scoppiammo a ridere. Nessuno ci conosce come una madre.

E sì, vivo un’idilliaca storia d’amore con i libri.

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