Libera nos…

A proposito di libri intonsi… mi è tornato in mente un episodio dei primi anni di liceo.

La nostra professoressa di storia e geografia era una donna piccola piccola e tutta tonda. Eppure,  dietro a quell’apparenza morbida e benevola si celava un’implacabile convinzione : l’insegnante aveva la sacrosanta missione di “sviluppare la personalità degli studenti e di ampliare le sue conoscenze personali.” La sua espressione preferita era : “Lo sapevate?” (il -va- era particolarmente acuto) e dopo un silenzio da suspense televisivo, aggiungeva con un sorriso da Stregatto, “adesso lo sapete!”

Perciò, ci proponeva spesso e volentieri delle lezioni alternative.

La prima ora del prima giorno di primo liceo, per esempio, dopo le dovute presentazioni, ci portò in giro per l’istituto, con il compito di disegnarne la mappa. Scoprimmo così che l’edificio era stato concepito secondo una struttura triangolare, sviluppata su sette piani. Peccato che dai miei schizzi compariva una strana forma dodecaedrica e lievemente trapezoidale, trasfigurata in diversi alter-mondi paralleli. Incollai le prime pagine del mio quaderno per sigillare la prova irrefutabile della mia totale distorsione spazio-temporale.

La lezione seguente fu costituita da un intervento di due psicologi, che ci sottoposero (senza l’accordo dei genitori) a un lungo test per determinare il profilo psicologico di ognuno. E accessoriamente, per accertarsi che nessuno di noi sentisse delle strane voci nella testa. Dopo tutto, avevamo scelto il Brocca. Qualcosa doveva esserci.

In seguito, scoprimmo che una psicologa era sempre a nostra disposizione nel liceo. Aveva i capelli rosso fuoco, portava un corsetto zebrato che valorizzava le sue forme prorompenti e una minigonna nera, assortita a degli stivali in cuoio nero. In effetti, era proprio pronta a lenire i nostri tormenti adolescenziali.

Un giorno, la professoressa si lanciò in un discorso appassionato sui libri di studio. Per lei, un manuale doveva essere sottolineato, sfumacchiato dentro, asperso di caffè o tè, scribacchiato, disegnato, commentato, sbriciolato (del genere : dimmi che libro leggi e ti dirò cosa mangi), strappicchiato, strapazzato, e proprio a pezzi, insomma : tutto questo provava che lo studente aveva sofferto su quel libro, lo aveva studiato, sminuzzato parola per parola in un’accurata autopsia. O più probabilmente lanciato, in un momento di esasperazione, da una finestra del settimo piano che si affaccia su un’autostrada a quattro corsie.

A questo punto mi guardò intensamente.

Tenevo il mio libro di geografia esattamente al centro del mio banco, equidistante dalle mie braccia incrociate e dalla mia faccia annoiata ma simil-assorta. La copertina era di un bel blu-verde acqua. Plastificata. Nessun bordo spiegazzato. Non una sola traccia di evidenziatore o di matita sulle pagine. Nessuna impronta digitale cioccolatosa. Avevo persino proceduto ad un intervento di chirurgia plastica per il quarto di copertina: siccome mi era stato venduto senza il tagliando che dimostrava il suo statuto di  “questa non è una copia omaggio” (e quindi lo era, ma perché ho dovuto pagare??), avevo passato un pomeriggio a prendere le misure dell’angolo mancante e ritagliare un cartoncino per coprire quel vuoto.

Mi piaceva la geografia umana, mentre provavo un’innata repulsione per la geografia spaziale (tutto si spiega) : il nome dei fiumi, semplicemente, scorreva dall’una all’altra delle mie orecchie, per gettarsi inesorabilmente nell’oceano dell’oblio. E mi piaceva quel libro. Era pieno di informazioni interessanti. Come la transumanza in Nepal.

Non riusciva a capire perché la sua teoria non funzionasse con me : nonostante il libro fosse illeso, ottenevo dei risultati onorevoli.

I misteri della vita.

Annunci

One response to “Libera nos…

  • bassamarea

    La cosiddetta “eccezione che conferma la regola” (evidentemente una regola decisa e approvata dalla tua prof. e dai luoghi comuni, diciamolo pure).

    E’un piacere leggere racconti simili: frasi brevi, frequenti capoversi, ingente quantità di aggettivi.
    Dimenticavo.. ironia effervescente.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: