“Il mio destino è vivere balenando in burrasca”

Senza che me ne accorgessi, mi ritrovai ad aspettarla ogni mattina. Mi sedevo tranquillamente al mio posto, iniziavo a disegnare o scribacchiare qualcosa, niente di preciso, o a ripassare distrattamente le lezioni del giorno. Di tanto in tanto gettavo un’occhiata furtiva alla soglia della porta.

Di solito arrivava cinque minuti prima dell’inizio dei corsi, rossa in viso e un po’ trafelata, e si sedeva accanto a me, dopo avermi lanciato un “buongiorno” ancora perso nel limbo di Morfeo.

Ogni mattina, aspettavo che entrasse e mi sentivo confusamente felice.

Un giorno di marzo, la aspettai come sempre. Ma non arrivava. La campanella squillò, la professoressa entrò e lei non c’era. Iniziò a fare l’appello e lei era la prima della lista.

Una strana tristezza mi velò l’animo e la primavera che iniziava a spandere i suoi colori là fuori non riusciva a disperdere il grigiore dei miei occhi. Pensai che avevo perso una giornata ed ero impaziente che tutto finisse, per potermi rintanare di nuovo nel mio giardino segreto e soffocare questo vago e costante malessere.

Improvvisamente, qualcuno bussò e lei apparve sulla soglia, ancora più arrossata, ancora più trafelata. Fu come se un raggio di luce avesse trafitto il mio cuore.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: