Old Wine

Il primo giorno di liceo, le professoresse di matematica e di italiano annientarono le nostre speranze adolescenti promettendoci mari e monti di compiti e interrogazioni. Erano entrambe molto competenti, nonché esperte nella maledizione del “Se non studi, piji tre!”

Quando vidi la nostra insegnante di lettere per la prima volta, pensai immediatamente, non so perché, che doveva avere all’incirca 35 anni.

Aveva i capelli ricci e corvini, tagliati in un carré un po’ fuori moda, portava dei vestiti ampi e merlettati, delle gonne lunghe ed austere.

Era molto esigente, ma possedeva una vasta cultura letteraria ed un innegabile entusiasmo per l’insegnamento: desiderava intensamente inculcare qualche nozione in quei giovani cerebrolesi, come amava chiamarci.

Un giorno la classe era più distratta del solito. Dietro di me sentivo Ilenia e Federica bisbigliare qualcosa a proposito di un anello : “Ma secondo te, è sposata?” “Non lo vedi l’anello?” “Che dici, glielo chiediamo?”

Iniziò allora uno strano interrogatorio :

-Professoressa, mi scusi, ma lei è sposata?

Scoprimmo di sì, e che stava per andare in congedo di maternità.

Poi, la conversazione derivò verso i suoi titoli di studio. Annunciò con molta fierezza di avere brillantemente conseguito due lauree, entrambe cum laude.

Pensai di nuovo : 35 anni. E non fui la sola.

Dopo un momento di silenzio, che lei interpretò probabilmente come l’espressione di una meravigliata considerazione, cominciò la discesa nell’inferno :

-Mi scusi, ma lei quanti anni ha?

– 29 anni.

A questo punto, si aspettava ancora più probabilmente di avere suscitato in noi una vividissima ammirazione. Così giovane, e già due lauree, già insegnante, già sposata e presto madre. Invece…

-Io le davo 35 anni!!!

-Anch’io!

-Anch’io!

-E io quaranta!!!

La professoressa sprofondò.

Da quel giorno, optò per un taglio di capelli più moderno e per dei completini più femminili, o vedo-non vedo-vedo, come li definiva Filippo, la vedetta lombarda alla porta della nostra classe.

Certo che gli adolescenti possono essere molto crudeli verso le persone che si nascondono. Gettano spensieratamente una luce spietata sulle piccole e pallide ipocrisie del mondo adulto.

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