Archivi del mese: luglio 2011

Jaws

– Ma davvero, non sei mai stata baciata?

– No. Chissà, forse è per via delle mandibole retrattili.


Life’s a complicated being – 1

Un’infanzia trascorsa all’estero, nella scintillante Città-Veleno e poi il ritorno nella terra dei sogni, Roma.

Sedeva all’ultimo banco: non si alzava mai all’ora dell’intervallo, perché zoppicava leggermente ed ogni emozione si avvinghiava lungo le sue gambe come catene di titanio annodate in fondo allo stomaco. Essere taciturno e schivo, si schermiva dietro ai libri e appariva come un’automate interamente dedito allo studio, freddo e distante.

Accanto alla finestra, alla sua sinistra, sedeva una ragazza, dai pensieri un po’ malinconici e afflitta da assenteite chronica, nonché di frequenti torcicollo e bronchiti di vario genere, che sfiorava le note del pianoforte come si accarezzano i sogni più dolci e nascosti.

Non riusciva a comprendere come fosse nata la loro amicizia: quale scintilla, quale istante fatidico permette a due sconosciuti di avvicinarsi?


Un voyage

Tutto quello che siamo lo portiamo con noi nel viaggio. Portiamo con noi la casa della nostra anima, come fa una tartaruga con la sua corazza. In verità, il viaggio attraverso i paesi del mondo è per l’uomo un viaggio simbolico. Ovunque vada è la propria anima che sta cercando. Per questo l’uomo deve poter viaggiare.

Andrej Arsen’evič TarkovskijTempo di viaggio, 1983


Prigioniero del Mondo (Battisti-Mogol)


Una creatura meravigliosa

Mi piace guardare il mare, quando la sera imminente regala alle sue onde una luce più mite. Mi piace sentire il vento che porta via i suoi gabbiani solitari e qualche piccione temerario, ascoltare la voce del mare che s’infrange piano sulla sponda rocciosa e si ritira in un sussurro. Qua e là, le profondità insondabili si velano di un blu oscuro, venato da un azzurro meno lontano, imprigionato tra aspri scogli e conche fragorose.

E mi sorprendo ad immaginare mondi lontani, oltre l’orizzonte violetto e brumoso, mentre il vento gonfia la mia maglietta e scompiglia spietatamente i miei capelli, già selvaggi per natura.

È stupido, no? Sognare di terre sconosciute, quando ormai tutto sembra già scoperto e segnato su una mappa tridimensionale. È vero che la mia concezione di geografia è alquanto personale : non riesco a vivere lo spazio-tempo in maniera astratta. Per fissare nella mia memoria l’organizzazione spaziale di una città, di un paese, devo percorrerlo, devo perdermi, vagabondare e ritrovarmi. La memoria di ogni viaggio che compio, in fondo, lascia il suo segno attraverso i miei piedi. Sono loro a conoscere la strada, loro a creare il cammino.

Oltre il mare, oltre quei campanili dalle campane rauche, ci sono minareti, deserti, templi orientali e uomini, uomini diversi, guerre e ribellioni.

Ma ora esiste solo il mare, i suoi profumi densi e fuggenti come le onde. Solo la promessa dell’orizzonte.

 


A pale dream was floating mildly

upon the blushing sun, wildly

wearing out my weak heart

with its nostalgic song.

I stretched my arms towards the stars

and got bitten at the soul

-so far was I from my role,

too much aware of that raging

solitude that mars along-

Begone!


Silenzio

“A volte due buoni amici stanno tanto bene insieme da condividere il silenzio, piuttosto di dover parlare per forza di qualcosa. Stare in silenzio è un buon modo per ascoltare la propria voce interiore e per sapere chi è uno veramente.”

Sergio Bambarén